La professione del procuratore nel calcio

La professione dell’agente dei calciatori rappresenta da sempre un elemento chiave nelle dinamiche del calcio professionistico. L’agente agisce come consulente fidato dell’atleta, accompagnandolo nelle scelte contrattuali e nelle fasi più rilevanti della carriera, inclusi trasferimenti e negoziazioni con i club.

Il nuovo Regolamento Agenti sportivi (2025-2026)

In Italia, la disciplina è oggi regolata dal Decreto n. 218 del 2 dicembre 2025, in vigore da febbraio 2026, che ha istituito il Registro Nazionale degli Agenti presso il CONI. Per esercitare la professione è necessario ottenere una licenza, previo superamento di un esame articolato in una prova generale (CONI) e una speciale (FIGC), oltre al possesso di requisiti di onorabilità e adeguata formazione.

Natura e contenuto dell’attività dell’agente

L’agente è un libero professionista che fornisce assistenza e consulenza al calciatore nelle trattative contrattuali, occupandosi di aspetti quali durata, compenso e clausole contrattuali. Può operare sia nell’interesse dell’atleta sia dei club, facilitando tesseramenti, trasferimenti e conclusione di contratti.

L’incarico tra agente e calciatore è generalmente conferito in forma scritta, spesso in via esclusiva, con durata massima di due anni e senza rinnovo tacito. È comunque possibile prevedere un mandato non esclusivo. Il regolamento stabilisce inoltre precise responsabilità e sanzioni disciplinari in caso di inadempimenti.

Il dibattito sulla riforma FIFA

La recente evoluzione normativa internazionale, promossa dalla FIFA, ha introdotto il riconoscimento degli intermediari di mercato, suscitando un acceso dibattito. Da un lato, gli agenti temono una riduzione della qualità dei servizi e rischi per i calciatori, soprattutto i più giovani; dall’altro, la FIFA mira a rafforzare il controllo sull’attività, più che limitarne l’accesso.

Prospettive e criticità

Il nuovo scenario, sempre più internazionale e trasversale alle diverse discipline sportive, rende complessa una valutazione degli sviluppi futuri. È tuttavia evidente che la riforma continuerà a generare confronti tra operatori del settore, evidenziando la necessità di bilanciare apertura del mercato e tutela degli atleti.

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